La nostra
storia.
Quei tempi in cui il 3D era il futuro, ma era normale portare con sé un monolitico CRT da 21 pollici, allacciato con la cintura sul sedile del passeggero, per andare a fare una demo.
La nostra storia inizia molto prima del 2010.
Prima del 3D.
Sono partito dall’officina poi entrai nel mondo del CAD/CAM quando il 2D era lo standard nelle aziende italiane e Windows stava cambiando il modo di utilizzare i computer.
Ricordo ancora che uno dei miei primi lavori fu disegnare con Paintbrush le icone di CNDraft, il CAD/CAM 2D sviluppato internamente.
A pensarci oggi sembra preistoria informatica. Eppure fu proprio lì che cominciò tutto.
Arriva il 3D.
Mentre provavamo a immaginare il nostro 3D su CNDraft, SolidWorks stava portando su Windows il CAD3D parametrico feature-based. Era ancora “giovane” e spesso i computer dell’epoca faticavano a gestirlo, ma si capiva che stava succedendo qualcosa.
Fino a quel momento progettare significava soprattutto disegnare: linee, archi, cerchi.
Ora potevi costruire un modello tridimensionale, modificarlo e vedere quelle modifiche propagarsi automaticamente sulla tavola.
Workstation tower nel baule, borsa dei cavi e monitor da 21 pollici a tubo catodico sul sedile dell’auto con la cintura di sicurezza.
Partivamo così per fare dimostrazioni in tutta Italia. Non c’erano le licenze trial (ed era meglio): le aziende si affidavano ai professionisti, e i professionisti lo erano per davvero.
Un periodo duro e bellissimo. Ho imparato più lì che in qualsiasi corso.
Il tecnico vende.
Dopo le demo, la formazione e l’assistenza CAD arrivarono le competenze più evolute: PDM, grandi assiemi, piping e organizzazione del reparto tecnico.
Poi, quasi per conseguenza, arrivò anche la vendita sul parco clienti.
Scoprii che mi riusciva naturale. Probabilmente perché non avevo imparato a vendere partendo dalla vendita.
Quando entravo in un’azienda non iniziavo parlando del prodotto. Cercavo di capire come lavoravano le persone, dove perdevano tempo e cosa avrebbero voluto fare meglio.
Forse, senza saperlo, stavo già gettando le prime basi di quello che sarebbe diventato l’approccio di Expace Italia.
Verso Expace.
Tra il 2007 e il 2008 l’azienda nella quale lavoravo cambiò proprietà. Per me iniziò una fase di riflessione.
Avevo maturato molti anni di esperienza nel CAD: tecnica, formazione, consulenza e vendita. Ma cominciavo anche a chiedermi quale sarebbe stato il passo successivo.
Il 2009 diventò così un anno di transizione.
Ed è proprio in quel periodo che incontrai una tecnologia diversa da quelle che avevo conosciuto fino a quel momento.
Veloce.
Immediato.
Prendi una geometria di qualsiasi formato e puoi modificarla direttamente al 100%. Quasi come plastilina digitale.
Una scrivania
in camera.
Decisi di tentare. Telefono. Computer. Auto. E tanti appuntamenti.
Partivo, andavo dai clienti, parlavo con loro, facevo demo, tornavo. Il giorno dopo ricominciavo.
Sulla carta sembrava tutto evidente: un prodotto semplice, potente e molto meno costoso… ma … nelle aziende cambiare costa spesso più fatica che spendere. Cambiare significa cambiare abitudini, procedure, competenze e certezze. Perché le aziende, prima ancora che di software, sono fatte di persone.
Le vendite arrivavano, un po’ più lente del previsto. Cinque licenze. Sei. Dieci. Io continuavo.
Diamo un nome alla scrivania?
Dopo alcuni mesi decisi di assumermi completamente la responsabilità del progetto.
Contattai direttamente la distribuzione europea di SpaceClaim e proposi di diventare il referente per il mercato italiano.
Accettarono.
Quella scrivania in camera aveva finalmente un nome.
Documentazione. Gestione dei dati. Produzione. Rendering. Simulazione. Tutto ciò che può generare valore intorno al modello.
trasversale.
Il mercato CAD era abituato a ragionare per marchi.
“Quale CAD utilizzate?”
Cominciammo invece a pensare che non fosse sempre quella la domanda giusta. Un’azienda poteva avere già il proprio CAD e non avere alcun bisogno di sostituirlo.
Non sostituire necessariamente. Integrare.
Utilizzare lo strumento migliore nel punto in cui genera più valore.
È l’inizio del valore.
La filosofia rimane.
Il mercato cambia.
Nel 2014 SpaceClaim venne acquisita da Ansys. Negli anni successivi arrivarono nuove tecnologie, nuovi modi di simulare, collaborare e utilizzare il 3D.
Sempre più clienti cominciarono a chiederci: “Perché non ci fornite anche il CAD principale?”
Tornammo così al mondo feature-based con Creo e poi, alla fine del 2019, ci avvicinammo a Onshape, un CAD completamente cloud.
Fu un’esperienza importante perché ci permise di conoscere davvero il modello SaaS e il cloud: non per averne letto qualche articolo, ma per averlo venduto, implementato e utilizzato insieme ai clienti.
Back to
the “Feature”.
Quasi trent’anni dopo i primi passi nel CAD, tornammo ancora una volta a osservare il mercato.
Nel 2025 iniziammo a proporre ZW3D.
Non significa che ciò che esiste non funzioni. Significa semplicemente che oggi esistono alternative.
è cambiato.
Sono passati quasi trent’anni da quando mettevo la cintura di sicurezza a un monitor da 21 pollici.
Quella scrivania in camera è diventata Expace Italia. Nel corso della nostra storia abbiamo lavorato con circa un migliaio di aziende.
partiamo ancora dalle stesse domande.
Poi ascoltiamo. Cerchiamo di capire. E troviamo la tecnologia che riteniamo più adatta.

